Il mago di Oz

Il primo articolo di questa sezione lo dedichiamo a uno dei più classici dei classici: Il mago di Oz. Età di lettura: dagli 8 anni.

Molto in breve la trama (senza finale, ovviamente)

Un libro bello e rilassante, scorrevole, semplice ma con tanto lavoro “latente” per qualsiasi educatore.

La storia parla di una bambina di nome Dorothy, la quale viene letteralmente fatta volare assieme alla sua casa da un tornado. Questa atterra violentemente nel regno del mago di Oz, ma non solo. Cadendo uccide la cattiva strega dell’Est, guadagnando delle scarpette d’argento e un bacio che la proteggerà da ogni male futuro. Le viene spiegato che per tornare a casa non può fare altro che recarsi dal grande Mago, il quale avrà per lei una soluzione.

Intraprende quindi questo lungo viaggio. Nel suo cammino incontra molti personaggi ma tre di essi diventano anche suoi compagni: un leone, uno spaventapasseri e un uomo di latta (chiamato anche Taglialegna). Ognuno di loro vuole chiedere qualcosa a Oz: il primo coraggio e fierezza, il secondo un cervello per pensare e il terzo un cuore vero.

Il nuovo gruppo di amici, però, affronta numerosi pericoli, che supereranno solamente grazie all’intervento di volta in volta di uno dei componenti, dimostrando, al contempo, che quelle richieste forse non erano così impossibili come pensavano.

Arrivati davanti il grande mago di Oz, scoprono che la condizione “sine qua non” per ottenere il suo aiuto è uccidere l’altra strega malvagia, quella dell’Ovest. Devono dunque riprendere il cammino, ma questa volta la strega, non dopo numerosi tentativi, riesce a sconfiggere i tre amici e obbligare Dorothy ai lavori di casa. La bambina, però, saprà liberarsi e riunire il gruppo, tornando vittoriosa dal mago…

Concludo qui la breve trama, non voglio scoprire tutte le carte, ma sappiate che la parte finale offre numerosi piacevoli colpi di scena.

Una storia d’accoglienza e diversità

Passiamo ora alle note “nascoste,” a ciò che può interessarci di più.

Accoglienza

Il mago di Oz è un ottimo esempio di accoglienza, soprattutto del diverso, visti i componenti del gruppo. Ogni personaggio principale offre nel viaggio qualcosa di diverso, che gli altri non hanno, e grazie a lui il problema viene superato. Nella storia dell’uomo sono innumerevoli gli esempio nei quali colui che non è “della nostra razza” ci ha regalato strumenti, saperi, idee, materiali e tanto altro che prima non avevamo. Il leone, lo spaventapasseri e l’uomo di latta non hanno nulla in comune ma è proprio il loro mettere “in comune” i talenti la carta vincente del viaggio.

Se conoscessi il dono…

Cerchiamo ora di entrare nei tre strani aiutanti di Dorothy. Come scritto, ognuno di loro è alla ricerca di un dono, di qualcosa che non hanno, o perlomeno pensano di non avere. Ecco allora una buona occasione per riflettere sui propri talenti, un po’ come dice il Vangelo. A volte questi doni neppure sappiamo di averli e l’incontro con gli altri può supportarci in questa consapevolezza: negli altri possiamo riconoscere noi stessi, perché esterni al nostro punto di vista, perché non direttamente coinvolti, perché diversi. Così i tre amici della protagonista scoprono man mano di essere migliori di quello che pensavano e, addirittura, di possedere già quello che cercavano. Il coraggio, un cuore e un cervello non devono essere recuperati in chissà quale luogo o con chissà quale magia, basta guardarsi dentro per scoprire tutta la bellezza dei nostri talenti fin troppe volte nascosti.

La responsabilità di chi ha potere

Piccola parentesi sempre sui tre viaggianti: ognuno di loro, alla fine, diverrà re di un popolo. Anche questo è interessante da evidenziare: cosa significa essere re? Potere, libertà e denaro? Non nel nostro caso. Essere sovrani comporta prima di tutto responsabilità, onestà e, non meno importante, consapevolezza, tornando al discorso di prima. Chiunque voglia ricoprire un ruolo di comando non può dimenticare che questo comporta una serie di conseguenze più o meno positive sugli altri, in relazione alle nostre scelte. I bambini devono capire sin da subito questa importanze lezione, poiché continuamente fra di loro utilizzano “il potere” in modo poco costruttivo.

Libri e film

Ultima cosa: come per tanti capolavori, esistono decine di versioni animate, alcune bellissime, altre no, ma non è questa la sede per analizzare anche questo. Io intanto inserisco qualche immagine tratte dal film più famoso e dalla serie animata più bella (a livello personale ovviamente!)

Grafica ed edizioni

Per quanto riguarda la scelta dell’edizione o dell’editore, come per tutte le cose, esistono gusti personali e considerazioni oggettive. Io partirei dalle seconde.

Certamente è importante considerare la prima variabile per la scelta del testo: l’età del lettore. Più sarà piccola più dovrà essere ricca di immagini e colori ma sempre ricordando che la versione dovrebbe essere quella integrale, poiché moltissimi racconti tradotti e tagliati sono osceni, incomprensibili, addirittura offensivi nei riguardi del testo originale. Il libro è lungo ma non per questo difficile, basta seguire il bambino nella lettura e non lasciarlo in balia della sua autonomia (buona o no che sia, se gli sarete vicino lo apprezzerà). Quindi: edizione integrale e adeguate immagini in relazione all’età.

Nel versante soggettivo ci possiamo sbizzarrire. Copertina rigida o flessibile? Per me nessun dubbio: rigida per sempre! Certo ha un costo maggiore ma dura di più, è più resistente e spesso è più ricca di dettagli. Mi raccomando: ciò non toglie che le flessibili siano da evitare! Hanno le loro molte qualità, fra le quali l’occupare meno spazio fisico. Quale editore scegliere fra i tanti? Diciamo che nel tempo ho cominciato ad apprezzare molto gli editori come la Giunti o Erickson, ma ormai le case editrici sono più o meno tutte valide. Per quanto riguarda “Il mago di Oz” vi consiglierei Giunti (che mi piace molto) o De Agostini. Sono bei libri, colorati e con disegni né sciocchi né troppo complessi.

Ad un certo punto, però, ci si deve fermare

Arriviamo quindi a tirare le somme: “Il mago di Oz” è un libro bellissimo, da scegliere e leggere, su cui riflettere e comprendere come le avventure di Dorothy, dello Spaventapasseri, dell Taglialegna e del Leone possono essere fortemente reali e attuali. Meglio scegliere una versione integrale e adeguatamente colorata, che non guasta mai. Se volete altre storie sull’accoglienza o sul valore dei propri talenti, potete leggere anche questi articoli. “Storie degli anni 2000” “Opopomoz

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Vi ringrazio del tempo e vi auguro buon proseguimento.

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