Opopomoz: una storia di Natale, gelosia e coraggio

Fra le innumerevoli storie sul Natale presenti nel “mercato,” oggi ne scegliamo una dallo stile unico e divertente: Opopomoz.

La storia in breve

La storia, tratta dall’omonimo libro di Furio Scarpelli, narra le vicende di Rocco, bambino inserito in un contesto familiare partenopeo, il quale sta per vivere l’arrivo di una sorella proprio nel giorno di Natale. Rocco vive con molta gelosia questo evento, poiché vede in bilico tutti quegli equilibri sino ad allora mantenuti in suo favore.

A peggiorare il tutto è l’intervento di tre improbabili diavoli, inviati dall’infimo in persona, i quali ricevono l’incarico di tentarlo per fermare non solo la nascita della sorella, ma di Gesù in persona. Rocco viene circuito dai diavoli i quali, attraverso una parola magica, “Opopomoz” per l’appunto, lo catapultano nel presepe per fermare Giuseppe e Maria. Il tutto ovviamente nel più tipico stile e dialetto napoletano.

Opopomoz: la piccola Sara.
La piccola Sara.

Nella storia compare un’altra figura importante: la cugina Sara. Questa, per caso, ascolta la parola magica, trasferendosi anche lei dentro il presepio. I due si incontreranno presto e per entrambi sarà importante la presenza dell’altro, per motivi che andremo poi a descrivere meglio fra poco.

Il viaggio quindi prosegue con i numerosi tentativi di sabotaggio, operati da Rocco dietro “consiglio” dei tre diavoli, ma senza alcun successo. Mano a mano, grazie anche a diversi incontri con magi, angeli e personaggi comuni del presepe, Rocco si rende sempre più conto che i tre loschi personaggi non sono lì per aiutarlo e che, forse, la sua missione non è proprio un bene come pensava.

Arriviamo quindi al finale, con l’ultimo tentativo di uccidere Giuseppe e Maria, guidato direttamente da Satana in persona. Grazie alla consapevolezza ottenuta nel viaggio, alla piccola Sara e, perché no, al “pentimento” dei tre piccoli diavoli, anche l’ultimo tentativo andrà fallito. Il Natale sarà salvo, come tutti i bambini e la piccola sorella che nascerà nella gioia di tutta la famiglia.

Opopomoz: una risorsa didattica

Passiamo ora a riflettere con occhi “educativi.” Opopomoz offre diversi spunti di riflessione importanti, soprattutto a bambini “grandi” in età pre-adolescenziale. Rocco è accecato dalla gelosia, non chiede spiegazioni e si lascia trasportare dai cattivi consigli di chi dice voler fare il suo bene. Questa situazione non è rara nella nostra quotidianità e focalizzare l’attenzione dei bambini proprio su questo diviene indispensabile.

Pensare con la propria testa: ecco da dove sono partito quando lo proiettai in una III Primaria. Questa risorsa inestimabile deve però essere educata, guidata, istruita nel tempo; nessuno di noi, infatti, nasce autonomo o con le idee ben chiare: noi educatori, in tale ambito, diventiamo fondamentali, essenziali. I nostri bambini si pongono tante domande che spesso rimangono sopite nella mente o nell’anima e noi dobbiamo cercare di tirarle fuori e dar loro un nome.

Dare un nome a ciò che pensano.

Piccola parentesi

Nel catechismo cattolico, uno dei primi incontri è dedicato proprio sull’importanza di avere un nome che Dio ha pensato da sempre per noi. Il principio non cambia di molto nella psicologia: se riuscissimo a dare ogni volta un nome ai nostri pensieri, alle emozioni o ai sentimenti che proviamo saremmo tutti più sereni, soprattutto con noi stessi.

Oggi… i bambini, piccoli protagonisti in una società lontana dalle loro necessità

Torniamo però ai bambini: loro vivono una società pensata e adattata per gli adulti; l’errore più comune che possiamo fare è proprio pretendere che loro pensino come noi e non con la loro testa “infantile”. Ecco che Opopomoz torna prepotentemente. La nostra vita è e sarà composta sia da scelte che faremo da soli sia da decisioni che altri prenderanno per noi. Per quanto riguarda il secondo gruppo, possiamo farci poco il più delle volte, ma per ciò che dipende dalle nostre capacità tutto si crea in relazione a ciò che saremo capaci di fare per il NOSTRO meglio, e non per quello degli altri. I diavoli, esperti del settore, erano appunto riusciti a sostituire i pensieri del protagonista con i loro.

Opopomoz: i Re Magi
Uno dei tanti incontri importanti di Rocco e Sara.

Altro piccolo dettaglio da utilizzare: l’importanza del dialogo. Opopomoz la sottolinea in sordina, senza troppe trombe, ma in modo continuo e persistente. In tutto il suo viaggio, Rocco accrescerà la propria consapevolezza solo grazie a coloro che incontrerà. Le tante conversazioni saranno, appunto, strumento di chiarimento per il bambino, un chiarimento che lui, in famiglia, non aveva mai chiesto. Era geloso certo, magari non ne era consapevole, ma aveva chiesto ai genitori di dare un nome a quell’emozione così scomoda? No, e proprio questo aveva permesso ai diavoli di sostituirsi alla sua testa, con risposte semplici ma, al contempo, lontane dalla verità.

Solita piccola digressione…

Ho sempre pensato che il segreto della felicità risieda, forse troppo semplicemente, nel dialogo, nel parlare l’un con l’altro. Eppure, in questa mia teoria, vedo tanta realtà, tante soluzioni, tanto coraggio necessario poiché affrontare ciò che ci spaventa è più difficile che evitarlo. Proprio qualche giorno fa discutemmo in classe di questo. Evitare un problema non significa affrontarlo. Nel primo caso è come mettere la polvere sotto al tappeto, eviti il problema ma quello si ripresenterà forse più di prima. Nel secondo caso, invece, dovremo prendere scopa e paletta, perdere tempo e fatica, ma la polvere sarà tolta definitivamente.

In poche parole, magari quelle chiave

Opopomoz è un bel film, un bel libro, una bella occasione per crescere fra piccole sfide e grandi temi. Una scelta perfetta sotto Natale, adatta anche alle più piccole età della Primaria, con il solo requisito di avere una mente aperta e libera, con una guida che sappia condurre i bambini in quel viaggio così difficile che è la capacità di decidere la propria vita con intelligenza, con le risorse che ogni giorno ci costruiamo.

Per vedere un piccolo assaggio di questo cartone, qui potrete trovare un breve filmato.

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Vi ringrazio come sempre per l’attenzione e vi auguro un buon proseguimento. Alla prossima!

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