Momo alla conquista del tempo

Eccoci al secondo appuntamento della mia “Rubrica” preferita (Qui il primo, “Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti”). Oggi rifletteremo su un bellissimo cartone di un regista italiano, con tema principale la preziosità del tempo: “Momo alla conquista del tempo. “

Piccola sintesi della storia
Momo alla conquista del tempo

Film d’animazione del 2001, la trama racconta di una bambina che, senza una chiara spiegazione, compare in un anfiteatro di una cittadina. In breve fa amicizia col gruppo di bambini che giocano in quelle rovine e la vita di tutti diventa più bella e serena. Purtroppo, come sempre, qualcosa si intromette in questo idilliaco rapporto di amicizia: degli strani uomini grigi vanno dagli adulti a convincerli che il loro tempo è poco e che non può essere sprecato in relazioni, chiacchiere, giochi o passatempi.

La storia prende velocità: gli uomini grigi convincono sempre più “grandi” ad abbandonare le loro vecchie abitudini per “risparmiare tempo” e metterlo nella “banca del tempo.” Perdono così di umanità, divenendo macchine umane, senza sentimenti, hobby o gioie. Anche i bambini, più resistenti agli uomini grigi, cominciano a cedere alle tentazioni che i loro genitori, mano a mano, offrono loro.

Momo rimane così sola, tutti suoi amici sono stati allontanati e gli uomini grigi sono praticamente i padroni del piccolo villaggio prima tanto felice.

Senza voler raccontare il finale, vi posso dire che entrerà in gioco il “mastro del tempo,” il quale concederà a Momo la possibilità di liberare il tempo di tutti gli ingannati, restituendo loro l’umanità perduta e la gioia di assaporare il tempo “perso.” Qui potete trovare qualche estratto musicale del film.

Entriamo ora più nel dettaglio: primo tema

Indubbiamente bellissimo film, tratto dal romanzo di Michael Ende e con colonna sonora di Gianna Nannini, dove è possibile affrontare, come facile intuire, un profondo discorso sul tempo, sull’attesa e, perché no, sulle relazioni. Tutta la storia ruota intorno a Momo, bambina speciale e orfana col potere di far emergere il lato sincero delle persone. Ecco quindi un primo tema: la sincerità, l’essere se stessi, apre tutte le porte dei cuori. In tutto il film è l’atteggiamento di Momo a essere premiato, non le azioni che compie. Veste con abiti rimediati, vive in una rovina… tutto sottolinea come il potere attrattivo di Momo passa per ciò che la bambina ha dentro e non per quello che sembra faccia da fuori.

Secondo tema
Momo alla conquista del tempo

Ma andiamo avanti. Ecco gli uomini grigi: un cattivo fuori dal coro, un “imprenditore” che ti convince, con le buone, che il tempo non può essere sprecato. Proprio come il diavolo, e qui i paralleli con il cristianesimo si sprecano, gli uomini partono da alcune verità per poi deformarle completamente. Il tempo è poco, certo, ma cosa significa sprecarlo? Dedicarlo agli altri, a se stessi o… a nessuno? Secondo tema. Ogni tanto riflettere sull’importanza del mettersi in secondo piano rispetto agli altri fa bene. L’amicizia, come tutte le relazioni, va custodita e “ammaestrata” per rubare quanto meravigliosamente scritto nel “Piccolo Principe“. E come si può custodire e crescere una relazione? Naturalmente con il tempo, con la pazienza, con la cura nelle piccole cose e, perché no, aspettando non poche volte che i tempi diventino maturi.

Terzo tema

Terzo argomento di interesse: gli uomini grigi odiano perdere tempo perché tutto può essere fatto in modo più efficiente, senza “dispersioni” sciocche. Ma tolte queste, tolta la custodia delle amicizie ed eliminata l’attesa, diventiamo macchine operanti, dispositivi atti ad eseguire meccanicamente un’incarico senza entrare in empatia con nulla. Mi ricorda moltissimo la scena di un’altro film, “Io Robots,” dove, ad un certo punto, il protagonista spiega il perché del suo braccio bionico. Un giorno, a seguito di un incidente in acqua, un robot salvò lui e non un’altra bambina perché, secondo i suoi calcoli, lui avrebbe avuto maggiori possibilità di sopravvivenza.

“Momo alla conquista del tempo” ci spiega proprio questo concetto: non possiamo trasformarci in calcolatori efficienti poiché la nostra essenza sta nelle relazioni, noi ci riconosciamo nelle relazioni con gli altri. Il tempo è quella variabile che ci educa, che ci fa riflettere, che ci evolve in qualcosa di sempre diverso e più profondo.

Noi oggi, la società che siamo

I bambini di oggi hanno fortemente bisogno proprio di questa dinamica: l’attesa. La società e i suoi strumenti ci stanno educando ad avere tutto e subito, senza la fatica o il gusto del traguardo. Internet, le tecnologie e una strana ansia da “fretta” ci stanno trasformando in macchine efficienti, con tanto cervello ma poco cuore. Dobbiamo difendere il valore dell’attesa perché è lì che possiamo trovare nuovi spunti e riflessioni, non nella corsa frenetica verso qualcosa. Il dover attendere qualcosa ci educa alla cura, all’attenzione dei dettagli, all’assaporare più intensamente quanto fatto. Vedo a scuola troppi bambini ineducati al tempo, frettolosi tanto nei lavori quanto nei giochi. La scuola ha certamente un ruolo attivo nel salvaguardare questa risorsa ma sappiamo bene che, i veri protagonisti, devono e saranno sempre i genitori.

Quindi, insomma, dunque.
Momo alla conquista del tempo

Questo bel cartone animato offre quindi numerosi spunti a chi in possesso di buoni occhi. Io lo proposi a bambini di sei anni e il successo fu enorme. I lavori successivi alla visione del film possono essere innumerevoli: drammatizzazione, disegni, studio dell’orologio e delle nostre abitudini quotidiane tramite un’intervista. Un lavoro del genere abbraccia tutte le discipline arrivando a un lavoro finale di qualità, profondità e divertimento.

“Momo alla conquista del tempo” è un vecchio cartone ma, oggi, più attuale di vent’anni fa. Possiamo quindi permetterci dire: è proprio un film senza tempo!

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Un saluto e grazie sempre dell’interesse.

2 thoughts on “Momo alla conquista del tempo

  • 8 Febbraio 2021 alle 14:26
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    Una recensione davvero ottima di uno dei film che più apprezzo di Enzo D’Alò. Momo alla conquista del tempo è un film che mi porto nel cuore da tantissimo tempo e che, nonostante ormai siano passati quasi 20 anni, riesce a essere molto moderno anche perché affronta delle tematiche molto attuali e pesanti come il consumismo e il tempo. E’ un’opera incantevole, dolce e profonda.
    Tempo fa anch’io feci una recensione anche se ora come ora vorrei quasi riscriverla per aggiungere molti più argomenti: https://mymadreams.com/2019/03/08/momo-alla-conquista-del-tempo/

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  • 30 Ottobre 2020 alle 06:23
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    È una analisi fantastica di questo film meraviglioso anch’io lo ripropongo sempre e i bambini ne sono entusiasti….il valore dellattesaoggi più che mai deve essere riscoperta

    Rispondi

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