16-Bit

Outlaws, uno sparatutto ambientato nel Far West

Proseguiamo la scia del primo articolo della sezione “16-Bit“. Ecco a voi un vecchio sparatutto ambientato nel Far West, sviluppato dalla fu gloriosa Lucas Art, con grafica certamente datata ma dal cuore ancora giovane. Oggi parleremo di “Outlaws”, la storia di uno sceriffo alla ricerca di sua figlia.

Una storia crudele, uno sceriffo con una sola “cosa” da perdere

Outlaws

Outlaws, come generalmente tutti gli “sparatutto” (e in questo caso in “prima persona”), non possiede una storia particolarmente profonda o complessa. Tutto inizia dal filmato d’avvio, nel quale lo sceriffo James Anderson vive la sua pacata vita da ex sceriffo assieme a sua moglie e sua figlia. Non sa, però, che la fattoria è stata presa di mira da un uomo senza scrupoli, tale Bob Graham, con lo scopo di comprarla e rivendere il terreno a caro prezzo. Quando un giorno esce per andare a fare delle commissioni, gli scagnozzi di Graham uccidono la moglie, incendiano la casa e rapiscono la figlia. Al suo ritorno, la moglie, morente, gli spiega tutto e comincia l’avventura.

Diciamo che, pensando ad altri sparatutto, questo ha perlomeno una sequenza di filmati molto bella e con una logica narrativa piacevole. La grafica è certamente datata, anche quella della versione acquistabile sulla piattaforma STEAM a pochi euro, ma per gli amanti del genere “Outlaws” non può mancare nella propria libreria. Rimasi molto contento quando diversi mesi fa ne venni a scoprire la disponibilità in piattaforma. Prima reinstallavo la versione CD ma, fra bug e incompatibilità, giocarci era divenuto piuttosto difficile. La versione corrente possiede inoltre le cosiddette “missioni storiche”, ossia svariati scenari fuori dalla trama principale che il giocatore può affrontare a piacere. Oggi, mentre vi scrivo, Outlaws è a 1,74 € (in offerta)… forse un pensierino lo si può comunque fare!

Una grafica d’altri tempi. Piccoli enigmi da risolvere.

Outlaws
Launcher della versione CD. Quanti ricordi!

È fuori ogni dubbio l’arretratezza del motore grafico. Parliamo di modalità non completamente tridimensionali ma che per l’epoca erano ancora ampiamente accettate. Il primo impatto può non essere quindi positivo, ma superato l’inevitabile confronto con realtà più moderne (ovviamente senza contare lavori come COD – Call of Duty) possiamo goderne l’accuratezza dei dettagli. Le armi, in particolar modo, possiedono apprezzabili tratti che non dovrebbero dispiacere al giocatore contemporaneo.

Seconda peculiarità. Non è fuori ogni pensiero l’inserimento di enigmi all’interno del gameplay, ma, vi assicuro, in più di qualche istante ho temuto di perdermi in turpiloqui ben poco eleganti. Soprattutto nello scenario “Molo” (Wharf) ho perso più di un’ora nel girovagare fra gli edifici oramai deserti, entrando in qualsiasi buco, scovando tutte le aree segrete… senza capire il modo di proseguire. Alla fine, ho trovato la soluzione: arrampicarmi su di un tetto e saltare sopra una diga che, all’inizio del gioco, era chiusa, ma che giocando avevo aperto senza ricordarlo.

Vi lascio immaginare.

Terza cosa. Proseguendo sulla scia degli enigmi, mi è sempre piaciuto andare a cercare le varie “Aree Segrete”. Queste sono degli ambienti accessibili solo tramite esplosioni (con la dinamite) o con attente perlustrazioni di ogni angolo (alcune sono davvero difficili da trovare). Questo stimola l’interesse del giocatore, il quale non deve solo girare per case e strade sparando e uccidendo (ora… è uno sparatutto… diciamo che sparare e uccidere è la cosa principale da fare…), ma dovrà esplorare con attenzione ogni angolo per “completare” al 100% i livelli.

Gli scenari della trama principali e i livelli di difficoltà

Come accennato qua e là, il gioco acquistabile su STEAM (e nelle ultime edizioni CD) possiede sia la trama principale che le “Missioni Storiche”. Questi livelli aggiuntivi rendono Outlaws certamente più lungo (io, meticoloso come sono, sono arrivato a 13 ore completando tutto), ma la scelta di tre diversi livelli di difficoltà fanno sì che il giocatore modifichi la sua strategia di gioco in modo profondo.

Nel livello più semplice, infatti, si può essere colpiti più e più volte, subendo, però, pochissime ferite. La borsa medica fra i nostri oggetti, in questo step di difficoltà, non sarà praticamente mai utilizzata, basteranno infatti le varie borracce sparse negli ambienti. Nel secondo e nel terzo livello di difficoltà, invece, il giocatore deve fare realmente attenzione. Nel primo caso bastano 3/4 colpi per essere abbattuti, mentre nell’ultimo anche uno solo può essere fatale. Ciò comporta, come detto, un cambiamento nella strategia e nell’approccio al gioco, non più un “carro armato” vivente, ma un accorto cecchino più attento a ripararsi che ad attaccare.

Le missioni principali sono nove in tutto. Alcune possono sembrare “piccole”, ma solo quella del treno lo è realmente. Infatti, nonostante alcune siano ambientate dentro un solo edificio, possiedono cunicoli, meandri, stanze infinite raggiungibili solamente tramite il ritrovamento delle chiavi necessarie ad aprire le porte. A tal proposito, come detto riguardo gli enigmi, non si può concludere alcun livello senza ritrovare chiavi, piedi di porco (che aprono porte bloccate) e in alcuni casi leve o ingranaggi. Arriveremo a “cacciare” i fuorilegge in grandi fattorie, falegnamerie, canyon o miniere di ferro. In ognuno degli scenari, ci saranno orde di nemici da abbattere sino ad arrivare al boss, che ci permetterà di proseguire la storia.

Outlaws
Uno che accende i candelotti di dinamite col sigaro… non è da amare?

Le missioni storiche

Nelle “Missioni Storiche”, Outlaws offre al giocatore qualche livello aggiuntivo senza troppo pretendere. Le armi e i personaggi sono gli stessi (solo qualche boss è diverso) e, a parte “l’addestramento”, non serve aggiungere altro. In quest’ultimo livello, diviso in altri sotto-scenari, dovremo abbattere i boss salendo di grado, permettendoci di entrare in cabine inizialmente precluse. Non vi aspettate chissà quale idea, alcune sono opinabili, ma nell’ultima cabina (Marshal) ci sarà un livello BELLISSIMO dedicato a Indiana Jones. Non descrivo altro… nel caso lo scoprirete da soli.

Poche parole sulla “Lucas Art”

Outlaws

Mi sento in dovere, prima di lasciarvi, di spendere poche parole sugli sviluppatori di questo gioco (e di tanti altri bellissimi e immortali). La Lucas Art, oltre a sviluppare Outlaws, è la madre produttrice di capolavori come Monkey Island, Indiana Jones e Grim Fandango (IL PIÙ BEL GIOCO DI “AVVENTURA GRAFICA” o “punta e clicca” DELLA STORIA). Prima o poi vi scriverò le diverse tipologie di videogioco, ma non oggi.

Dicevo, la Lucas Art, ora non più esistente, ha sempre curato particolarmente i propri lavori. Qua e là sono sparsi paralleli con film o libri, battute o scenari di altrettante famose storie che hanno reso sempre belli e apprezzabili i giochi stessi. Maestro indiscusso è “Monkey Island”, avventura grafica colma di battute, satira e ironia spesso basata su altri videogioco o su film/libri famosi.

“Dove sei sceriffo?”

Outlaws

Concludiamo questo nostro articolo con la frase che probabilmente sentirete di più nel gioco. “Outlaws” è un bel VideoGames, vintage ma appassionante. Disponibile sulla piattaforma STEAM (link presente a inizio articolo), può offrire diverse ore di divertimento agli appassionati del settore. La grafica non eccelle e risulta fortemente datata, ma per chi riesce a superare questo ostacolo non risultato altri problemi. Ve lo consiglio, per poi passare ad altri colleghi come COD (magari iniziando dal primo o dal secondo…) per vivere l’evoluzione della grafica e del gamaplay.

Solo a titolo informativo, vi lascio qualche link utile sul gioco.

Missioni storiche (da questa potete trovare le altre).

Filmato introduttivo.

Sito con diverse informazioni e guida completa. Qui.

Questo articolo fa parte della sezione “16-bit“. Nel caso in cui siate interessati a ricevere una volta al mese (se non ogni due…) la newsletter basta lasciare il proprio indirizzo nell’apposito form (nella colonna destra da PC, nella finestra a discesa del menù da mobile).

Vi ringrazio del tempo e dell’attenzione. Buon divertimento e buone feste!

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