La stilografica

Stilografica

“Perché usi la stilografica?” Quante volte mi hanno posto questa domanda. E per fortuna aggiungerei, poiché significa che le persone ancora sono curiose di scoprire, indagare, sperimentare. Oggi andiamo a esplorare un fantastico universo, a cavallo fra tradizione e innovazione, utile nella didattica e, perché no, elegante e distintivo al punto giusto.

Questo articolo fa parte dell sezione “Corredo Scolastico“.

Non volendo fare i soliti accenni storici

La prima parte la dedichiamo semplicemente a un piccolo excursus “moderno”, ossia senza fare la cronologia storica completa della stilografica (che potete andarla a trovare in qualsiasi altro sito).

Qui mi preme solo sottolineare quanto, in classe, spiego solitamente ai bambini. La “moderna” stilografica parte dall’accoppiata piuma-calamaio, ossia dalla piuma d’oca leggermente intinta in un “bicchiere” di inchiostro. Usata per secoli dagli amanuensi, oggi sono più un vezzo per collezionisti o appassionati. La penna che utilizziamo oggi unisce questi due strumenti in “un corpo solo”, ossia la stilografica vera e propria e la cartuccia (o lo stantuffo). Esistono stilo “usa e getta” ma, sinceramente, vale la pena spendere qualche euro in più e avere un prodotto di gran lunga superiore (oltre a essere una scelta più ecologica!).

Più avanti nell’articolo vedremo le diverse cartucce, le marche principali e qualche stilografica. Proseguiamo!

Perché la stilografica in classe?

Molte volte mi è stata posta questa domanda da tirocinanti, genitori, bambini o colleghi e tutte le volte sono stato molto felice di rispondere. La stilografica può essere uno strumento piuttosto importante nella didattica di tutti i giorni ma, come sempre, comporta oneri e onori.

Per quanto riguarda gli oneri, questi sono facilmente intuibili a chi ha dimestichezza con lo strumento: la continua ricarica della cartuccia, che per i primi mesi deve essere totalmente gestita dall’insegnante; la delicatezza della punta, poiché non poche volte i bambini “spingono” sul foglio piegando, spesso irrimediabilmente, il pennino; le sbavature dovute all’inchiostro “liquido”, giacché ci vogliono diversi secondi prima che l’inchiostro di secchi; le conseguenze di una “sporadica” caduta dal banco, che inonderebbe il tappo di colore (rischiando altresì che si stacchi la cartuccia dal “conduttore”. Un onero non “tecnico” è certamente il prezzo: le stilografiche (non parliamo di quelle usa-e-getta) hanno un costo di almeno 8/9 euro ma, con davvero un minimo di attenzione, possono valere totalmente la spesa.

Stilografica

Passando invece agli “onori”, certamente il primo punto a favore è l’impugnatura da adottare: servono attenzione, manualità e concentrazione, tutte attività da “educare” a scuola; l’inchiostro “fluido” permette, oltre alle macchie, di non spingere o premere sul foglio, lasciando che il bambino impari ad accarezzare il foglio e non a impugnare una clava per scrivere; il tratto sarà veloce, senza ri-passaggi sulle lettere poiché la stilografica scorre meravigliosamente; essendo uno strumento più “ricercato” si può educare il bambino all’attenzione del proprio materiale, alla cura dei propri oggetti e a rimetterli a posto quando non più necessari; in ultimo, comprando alcune penne particolari, si può sostituire il pennino per modificare lo spessore della grafia, arrivando anche a lavorare sulla vecchia “Calligrafia” che oramai oggi è un po’ in disuso.

Qualche consiglio d’acquisto

Passiamo ora a qualche consiglio pratico, una breve descrizione di alcuni prodotti da scegliere o meno in relazione alle vostre esigenze. Non sarà chissà quale ampia gamma di articoli, ma di certo varranno il loro prezzo.

Lamy , modello Safari
Stilografica

Iniziamo dalla Stilo che consiglio a tutte le famiglie, non adatta ai primissimi usi ma perfetta per un utilizzo quotidiano più “competente”. Parliamo della Stilografica “Lamy“, modello “Safari” , disponibile in una infinità di colori. Questa bella penna è di ottima qualità, resistente agli urti e alle cadute, con la possibilità di scegliere diversi pennini e intercambiabili fra loro.

Non monta cartucce universali (come la maggior parte delle “colleghe”) ma avrete la sicurezza che queste non si stacchino a seguito di cadute; sono presenti anch’esse di diverso colore. Per coloro che non vogliono star dietro alle cartucce usa-e-getta, esiste uno stantuffo piuttosto pratico e efficiente, che utilizzo in classe con una boccetta di inchiostro.

Il pennino è resistente, difficilmente si piega e, potendo essere sostituito, non bisogna ricomprare tutta la penna a seguito di un suo danneggiamento.

Pelikan, modello Primapenna

Eccoci alla Stilo “entry level” più comune: la “Pelikan” modello “Primapenna”. Struttura in normale plastica, piuttosto leggera e decisamente meno valida della Lamy. Non permette la sostituzione dei soli pennini ma pareggia il “difetto” con un costo molto limitato.

Stilografica

Monta cartucce universali, disponibili in numerosi colori e in due dimensioni. Purtroppo, a differenza delle connazionali (sono entrambe tedesche), sono piuttosto facili a fuoriuscire dal conduttore a seguito di cadute e colpi. Le più piccole possono essere inserite come riserva direttamente dentro la penna una sopra l’altra.

Il pennino, come scritto, non è sostituibile e risulta piuttosto delicato. Certo, bisogna valutare che queste penne vengono utilizzate quando i bambini non hanno dimestichezza con la Stilo, ma potrebbe essere meglio. Scorre dignitosamente ma è facile all’ostruzione.

Faber Castell, modello Loom
Stilografica

Terzo ed ultimo modello che andiamo a esaminare. Anche la Faber Castell, modello Loom, possiede una buona Stilografica, anche se non la consiglierei per un uso didattico in Primaria. Il mio modello (149250) non permette la sostituzione del pennino ma non saprei dirvi se altri possiedono questa alternativa. Il “corpo” è massiccio, piuttosto pesante ma proprio per questo resistente. Il tappo si aggancia bene per la chiusura.

Si possono utilizzare cartucce universali, piccole o grandi; l’attacco al conduttore è ben saldo e difficilmente si staccano.

Il pennino è valido, di qualità, non sostituibile ma fluido ed uniforme, anche nei modelli più fini. La mano di un adulto/ragazzo non avrà certamente problemi a scrivere su qualsiasi superficie (adatta!).

Chiudiamo quindi il discorso

Siamo arrivati alla fine di questa (almeno per me!) interessante riflessione sulle stilografiche. Io da nove anni utilizzo incessantemente queste penne in classe e sino ad ora ne avuto solo a guadagno. Spero sia stato interessante anche per voi.

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Vi ringrazio del tempo e vi auguro buona… scrittura!

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