Matite Colorate

Matite

Eccoci in uno degli argomenti più sottovalutati della scuola (parlando di materiale, s’intende): le Matite Colorate! Già, da maestro vi assicuro che, in linea di massima, c’è una bassissima attenzione a riguardo, come se prendere le giuste matite colorate non sia importante come lo scegliere un paio di scarpe o dei nuovi auricolari. Non è una una cosa da poco, poiché “il supporto” che i bambini utilizzano ha una sua buona percentuale nella riuscita di un determinato lavoro. Vediamo, quindi, qualcosa più nel dettaglio.

Uso e consumo

Matite
Ringrazio mio figlio Simone (3 anni) per essersi prestato alla foto

Non è difficile intuire l’uso finale delle matite colorate nelle classi della Primaria. Al contrario dei pennarelli, adatti solo per specifici scopi e tecniche artistiche, queste sono versatili, poliedriche, delicate, tutti elementi che un bambino dovrebbe conoscere il prima possibile. Molti adulti le considerano come un semplice materiale da passatempo, fra una “lezione” e un’altra, ma sbagliano, e di molto. Le matite offrono al bambino continue sfide manuali e spaziali, con la creatività che fa da padrona.

Riflettiamo solo un momento proprio su questo. Anche con una semplice confezione da 12, possiamo creare praticamente ogni cosa: si può mischiare, sfumare, “modellare” l’esistenza stessa, l’unico limite è la nostra fantasia… e tecnica! Possiamo fare la stessa cosa con i pennarelli? Ai posteri l’ardua sentenza.

Non solo disegni verrebbe quindi da dire. Assolutamente. Questi materiali sono da custodire, saper mantenere e utilizzare, poiché un uso non oculato ne porterebbe alla rapida rovina. La mina interna, la grafite (“l’anima” per molti) non dovrebbe mai subire urti, anche quando nelle confezioni viene scritto “ultraresistente” “spessa TOT mm” ecc. ma questo, purtroppo, avviene più spesso di quello che non si possa pensare. Apriamo solo una piccola parentesi.

Tre piccoli passi

L’acquisto dell’astuccio è il primo passo per salvaguardare il più possibile le nostre matite. Un astuccio a “sacco” è certamente più comodo (basta infilarle dentro) ma al contempo meno “protettivo”. Il collega a “scompartimenti”, invece, per quanto scomodo e di lunga gestione (infilare continuamente le matite non è così facile e rapido come un adulto possa pensare) non permette il libero movimento e, quindi, diminuisce gli urti.

Il secondo passaggio è la scelta del temperamine. Non sono tutti uguali (e prima o poi scriverò qualcosa a riguardo) e vale la regola “più spendi, meno spendi”. Niente cose economiche, perché vi ritroverete entro poco a doverlo ricomprare. Può sembrare sciocco, ma non è scontato che i bambini sappiano temperare: c’è bisogno della giusta forza, di coordinamento oculo-manuale, di intuito (poiché non bisogna temperare troppo o troppo poco). Come si utilizzi tempo per insegnare ai nostri figli ad allacciarsi le scarpe, allo stesso modo dovremmo impiegarlo per condividere la tecnica del “temperaggio”.

L’ultimo passaggio è, ovviamente, la cura del proprietario delle mine stesse. Sembra impossibile, ma ve lo testimoniano i miei occhi: una volta, a scuola, in cortile, vidi un bambino prendere due matite colorate (che si era portato per finire qualcosa) e, da in piedi, le lasciava cadere con la punta verso il terreno per poi raccogliere. Alla mia richiesta di spiegazione…”non lo so”.

Cose vere, che accadono. Non diamo mai per scontato che possa accadere davvero sempre di tutto. Le matite vanno “protette” anche durante il loro uso, messe in modo che non possano cadere dal banco, che non vengano lanciate o, peggio, utilizzate come bacchette da batteria.

L’imbarazzo della scelta

Arriviamo quindi alla parte più commerciale, vediamo qualche grande (o no) marca da consigliare (…o no). Ribadiamo un concetto già scritto: “Più spendi, meno spendi”… ma sempre con oculatezza ^^.

Giotto (produttore: Fila)

La Giotto è certamente una marca conosciuta e famosa. Si dividono in diversi modelli, ognuno con qualche caratteristica “da non perdere” ma, in sostanza, per l’uso che dobbiamo farne (e solo in questo caso) possiamo limitarci ai modelli “Stilnovo”, “Natura” e “Supermina”.

Nel primo caso possiamo trovare matite esagonali (quindi con buona presa), colorate per tutta la lunghezza del fusto e con la possibilità di scriverci il nome sopra. Purtroppo la mina è delicata, di facile danneggiamento, ma questo, come abbiamo detto, è un discorso di più ampio respiro. Di questa serie è possibile acquistare spesso singoli “pezzi”, utilissimo per quei colori di largo uso come il giallo, il rosso e il verde.

Per il modello “natura”, possiamo osservare un fusto marrone con colorata solo la punta. Si possono distinguere le varie gradazioni anche dal numero/nome apposto alla fine della stessa. Leggendo quanto presente sul sito ufficiale, chi sceglie Giotto “natura” sceglie di essere attento all’ambiente, dato che le matite sono prodotte con legno selezionato e gestito responsabilmente.

Il modello “supermina” è quello che consiglio (assieme a “natura”), dato che, alla resa dei conti, ciò che importa è che le matite colorino bene e durino nel tempo. Queste offrono una mina di 3,8 mm (bella grande) che è decisamente più resistente a urti e colpi. In sostanza, dobbiamo guardare nostro figlio e pensare: “hai bisogno di una “supermina” o basta “natura?”

Facendo una panoramica: le matite Giotto offrono certamente un’ottima qualità, distribuita in diversi modelli adatti a ogni esigenza. Personalmente, ritengo, però, che la marca sia anche sopravvalutata e che il “monopolio” (in senso più largo) vinca sulla sana concorrenza. Costano molto e possiamo trovare matite di uguale efficienza a prezzi decisamente inferiori.

Giotto Supermina 24 pezzi.

Maped

Matite

Ecco una marca che, negli anni, sta riuscendo a conquistarsi il giusto spazio. Non è facile da trovare nei supermercati, ma le cartolerie più fornite avranno di certo matite di questa azienda.

La Maped è francese, meno impegnata nella pubblicità e, quindi, forse più concentrata sull’utenza finale. Le sue matite colorate sono fantastiche, di forma triangolare nel modello “color’peps, con un rilascio di colore molto delicato ma, al contempo, vivace. Fusto colorato per tutta la sua lunghezza, in legno (oramai molte marche le fabbricano in plastica con la scritta: “aiutiamo l’ambiente”), facili da temperare e con una mina dignitosamente resistente.

Le matite Maped sono quelle che, fra tutte, certamente consiglio: il loro costo è molto contenuto, ma questo non ne limita la qualità. Grande pecca: non vendono pacchi da 80/100 pezzi (quelli con 6/12 colori ripetuti) ed è davvero un peccato. Fermo restando ciò, se avete modo di non fermarvi al primo cartolaio/supermercato, cercate questo marchio, ne guadagnerete di certo!

Maped Color’Peps 24 pezzi

Faber-Castell

matite

Faber-Castell è certamente un marchio di grandi dimensioni, azienda focalizzata su più settori, soprattutto quello da ufficio. Nonostante ciò, presenta prodotti interessanti degni di attenzione. Fra i diversi modelli disponibili, ci concentreremo sul quello “Grip”, tralasciando le matite “classiche” perché di qualità analoga.

Le matite “Grip” si distinguono dalle altre per la loro presa “ergonomica”, completa di palline atte a frenare lo scivolamento delle dita sulla stessa. La forma triangolare aiuta un’impugnatura più attenta, mentre il legno è prodotto da alberi ecologicamente gestiti. La mina è abbastanza resistente e le matite si temperano piuttosto bene. Il costo è decisamente più alto e, a parer mio, risulta un valido acquisto solo in casi specifici. Per completezza di informazioni, ci sono vari modelli di “grip” (e quindi più o meno costosi) e le matite “classiche” hanno un costo molto più consono.

Faber-Castell Grip 24 pezzi

Elios (produttore Fila)

Vi prego, abbiate pietà per i vostri figli. Qui possiamo vedere tutta la differenza fra il prodotto “top di gamma” e il “basta che sopravvivi”. La Elios è delle serie di matite colorate peggiori che possiate trovare nel mercato. Basso costo, bassissima qualità. Si temperano male, si spezzano facilmente e la resa sul foglio è durissima, costringendo il bambino a spingere per ottenere un risultato mediocre.

Qualsiasi sia la scelta, vi sconsiglio enormemente questa marca (anche se il produttore è lo stesso delle Giotto). Oramai esistono le versioni tonde, esagonali, triangolari… ma non perdeteci troppo tempo. Inadatte anche per un uso domestico. Il fusto è interamente colorato, in legno.

Negli ultimi tempi sono usciti “modelli” di qualità superiore (forse perché la Fila si è resa conto che nessuno le comprava più) legando il marchio “Giotto” a “Elios”… in plastica. Continuando a essere sinceri… punterei comunque su altro.

Elios 36 pezzi

Elios “Giotto”

Koh-i-Noor

Azienza ceca poliedrica e dalle ottime risorse. Fondata alla fine del 1700, vanta degli ottimi prodotti per “disegno”, con buon rapporto materiale-prezzo. La Koh-I-Noor può vantare delle matite colorate molto curate, fra i diversi modelli offerti. Qui ne vedremo principalmente due: gli “acquerellabili” e la “natural”. Le versioni più classiche sono di buona qualità, oltre a disporre di matite colorate a pacchetti piccoli, ma a parità di qualità o prezzo punterei sulle Maped.

Lo stile “natural”, con fusto tondo e marrone, garantisce una maggiore resistenza grazie alle mina di 3,2 mm. La parte finale è colorata come la punta, per un più facile riconoscimento da parte del bambino. Al fine di evitare fastidiosi scivolamenti delle dita, il fusto tondo è “zigrinato”, permettendo una presa più salda.

Le “Acquerellabili” sono un prodotto di matite con una resa non eccellente, piuttosto pastosa direi; questo perché il colore è atto alla diluizione e al passaggio successivo con pennello. Un set di matite per chi già è capace a utilizzare qualche piccola tecnica artistica. Sono resistenti e facilmente temperabili, ma inadatte al solo uso classico da colorazione “asciutta”. La mina è di 2,9 mm e la forma esagonale.

Koh-I-Noor Natural 24 pezzi

Koh-I-Noor Matite classiche

Marchi “Interni da supermercato”

Passiamo all’ultimo paragrafo. Qui, non tratterò un marchio particolare, ma, nella speranza che dopo tutto questo articolo sia un’affermazione oramai scontata, condivido la mia disapprovazione nell’acquisto di matite “sottomarca”, “senza marca” o con marche “da supermercato”.

In passato mi sono ritrovato a regalare (come simbolo s’intende) delle matite colorare di “Auchan”, senza conoscerne la qualità. Lungi da me il rifarlo di nuovo: matite che si spezzavano mentre le temperavi, colore “duro”, opaco, per nulla brillante. Matite già rotte prima ancora di utilizzarle. Insomma… anche regalate costerebbero troppo.

Vi scrivo questo perché spesso, e in questo vi capisco, i nostri figli buttano, perdono, rovinano, mangiano le matite senza poterci fare nulla… e giù lì a spendere soldi per ricomprarle. Non posso darvi torto ma, se proprio bisogna spendere qualcosa, meglio farlo in energie che in soldi, parlando e confrontandosi con i bambini nel tentativo che questi utilizzino con più cura il proprio materiale. Matite “senza marca” sono davvero la rovina di ogni mano, tecnica, competenza artistica. Non che lo strumento possa far diventare di colpo un Picasso qualcuno che proprio non è portato, ma può contribuire di certo a rendere più facile il lavoro pratico, con intuibile soddisfazione a lavoro finito.

Quindi vi prego… meglio nulla che queste.

Una marca per ogni occasione

Arriviamo alla fine di questo lungo articolo. Ribadisco un concetto importante: la scelta delle matite colorate non può essere lasciata al caso o al portafoglio: è una scelta importante, impegnativa e da fare con attenzione. Valutate chi le userà, in quale ambiente, a quale età, per quale scopo… e da lì operate la vostra scelta.

Questo articolo fa parte della sezione “Corredo Scolastico“, nella quale troverete altre recensioni di prodotti scolastici.

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