Cineteca Didattica: i valori nei cartoni animati

Un’idea generale

Eccoci al primo articolo della categoria “Cineteca Didattica,” ossia i valori presenti nei cartoni animati e che possiamo astutamente utilizzare a scuola (o a casa) per riflettere sui più disparati temi. Qui potete invece trovare l’articolo introduttivo al sito in generale, così da farvi un’idea. ^^.

Alcuni esempi della Cineteca Didattica: Rango, Robots, Inside Out, ecc.
Il meglio può nascondersi nell’inaspettato…
Tutto nasce da lontano

Questa idea nasce da molto lontano, dagli anni universitari e da un professore arguto e intelligente, oltre che uno dei pochi giovani lì dentro. Già, perché a Roma3, università di cui ho bellissimi ricordi, l’età media dei docenti era alquanto alta, come alta era l’ignoranza di molti professori che non vedevano oltre i propri testi. Fra questi c’era Bocci, ancora presente a Formazione Primaria, che, senza mai farci vedere qualcosa, riuscì a metterci la pulce nell’orecchio. Perché non utilizzare film e cartoni a scuola per fare “lezioni” in modo moderno e vicino ai bambini? Molti di voi lettori penseranno “ha scoperto l’acqua calda!” Beh, vi assicuro che non è così e, nonostante le lunghe spiegazioni sulle motivazioni didattiche, molti genitori non sono ancora convinti di questo metodo “educativo.”

Più nel concreto

Passiamo quindi ad una descrizione più concreta di ciò che potrete trovare in questa sezione. L’idea, come già scritto e ripeto qui, è molto semplice: utilizzare i cartoni animati (o film) per trasmettere e riflettere su valori educativi e sociali. “Cineteca Didattica” vuole essere un punto di partenza per tutti coloro che intendono uscire dal “coro” della lezione frontale, non perché vecchia o dannosa, ma perché non può essere l’unico metodo di insegnamento. Nulla toglie che il materiale possa essere utilizzato anche a casa ma, intendiamoci, il tempo fra le mille dinamiche domestiche è sempre troppo poco.

Ogni cartone animato, film, musical o video può nascondere in sé qualcosa di meraviglioso da sottolineare, qualcosa che, chissà, magari non era stato pensato neppure dal regista stesso. Ecco allora che “Momo alla ricerca del tempo” diventa un’occasione per discutere sulla preziosità del tempo, sull’attenzione all’amicizia e alle relazioni; Space Jam può focalizzare la nostra attenzione sulla autostima e sulla nostra capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto; o ancora perché non aiutarci con Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti per scardinare quella convinzione fastidiosa dei bambini secondo la quale ciò che vedono è sempre e solo l’unica verità assoluta di un dato evento?

Il progetto “Cineteca Didattica” a scuola

Entriamo quindi nelle mura istituzionali. Da due cicli di Primaria (sono ora in IVa), programmo ogni settimana (con tutti gli imprevisti del caso, ovvio) la visione di una parte di un film che verrà poi analizzato in classe una volta finito. Che siano caldi pomeriggi primaverili o freddi giornate invernali, i bambini attendono con gioia questo momento.

Non fermiamoci alla prima cosa che, forse, sarà venuta in mente a molti di voi: “naturale che lo aspettano, preferiscono vedere il film che fare scuola”. Mi dispiace per voi ma è errato. I bambini lo attendono perché capiscono che è un modo nuovo di fare scuola. Lo attendono perché vedono che ciò che è più vicino a loro può trasmettere qualcosa di utile. Ne sono contenti perché vedono nel maestro un appassionato del loro mondo, dei cartoni animati.

Per i non docenti una piccola parentesi

Per tutti coloro che non fanno parte della categoria “docenti,” aggiungo qualche parola in più. Il suddetto progetto non è campato in aria, non vive di belle parole o pensieri aulici, ma si basa su una programmazione molto precisa. Già, perché a scuola bisognerebbe sempre seguire una struttura che deve essere flessibile ma, al contempo, inquadrata verso un scopo, per non rischiare di perdersi lungo il tragitto. “Cineteca Didattica” vive attraverso una progettazione che analizza conoscenze, abilità e competenze, come tutte le discipline. Vorrei quindi rassicurare tutte quelle persone che credono che i cartoni siano una perdita di tempo. Possono essere un bel passatempo, ma possono essere una risorsa preziosa, tutto dipende dall’obiettivo che ci diamo.

Tiriamo le somme

Cerchiamo di arrivare alla conclusione di questo primo, lungo ma importante articolo. Il concetto chiave che vorrei fosse chiaro è che la “Cineteca Didattica” vuole partire da ciò che è vicino ai bambini e portarlo a un piano più alto, con scopi e obiettivi ben precisi. Siamo fin troppo bravi a prendere idee e attività pensate da adulti e obbligare i bambini a ragionare come noi. La vera sfida, la scommessa più intrigante, è quella di abbassarci noi ai bambini per “prenderli” in braccio e non pretendere che loro si alzino più di quello che non possono. In questo le Indicazioni Nazionali del MIUR dicono qualcosa di buono: la centralità è il bambino, non più l’insegnante. La didattica deve partire da chi apprende, non da chi insegna. Difficile, lo so, ma forse un giorno parleremo anche di questo.

Vi ringrazio della pazienza e dell’interesse che avete avuto nel leggere questo articolo. C’è bisogno di parlare di scuola, della scuola vera. è necessario che coloro che sono dentro le aule facciano sentire la propria voce, le proprie idee, perché queste possano contrastare i tanti stereotipi e pregiudizi che i tanti benpensanti dispensano ogni giorno.

A presto!

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